Interfoni piccoli e bluetooth, tecnologia e praticità

Non possiamo non fare a meno di indossare il casco integrale quando guidiamo una moto, specialmente di grossa cilindrata e per lunghi percorsi. I caschi in genere sono brevettati per avere una calotta esterna resistente unita ad un morbido rivestimento interno. Il rivestimento deve attutire il colpo, ma anche il rumore. Infatti se non avessimo il rivestimento del casco probabilmente ci darebbe qualche fastidio guidare per molto tempo. Ciò implica necessariamente che abbiamo perà alcuni problemi a sentire sia i rumori, sia il nostro passeggero. Per ovviare a questo problema in commercio oramai sono disponibili diversi modelli di interfono.

Sostanzialmente sono utili ed hanno diverse funzioni in base al modello prescelto. Sostanzialmente ci sono due tipi di interfono che possiamo trovare, quelli che presentano un cavo e gli interfono wireless. La fascia di prezzo di questi dispositvi può cambiare a seconda del modello o della potenza o del brand. Ogni casco di nuova generazione presenta anche una cavità specifica per installare l’interfono, e l’installazione in sostanza è molto semplice. I modelli più consigliati e venduti in genere ormai sono quelli wireless, che hanno un collegamento bluetooth. Questo tipo di interfono infatti è di piccole dimensioni ma notevolmente utile sotto diversi punti di vista. In primo luogo riesce ad espletare tutte le funzioni del classico interfono a filo, ossia ci permette di comunicare con altri interfoni su altri caschi, quindi sia con il nostro eventuale passeggero sia con compagni di viaggio che guidano altre moto.

Di base l’interfono perciò ci assicura il vantaggio di poter ascoltare e parlare con gli altri tranquillamente senza doversi fermare e sfilare il casco. Ma con i nuovi modelli tecnologici bluetooth la situazione è di molto migliorata, sono ottimi e ideali anche per guidare da soli. Infatti questo tipo di interfono si può facilmente collegare al telefono, ci permette di rispondere alle chiamate nella massima sicurezza, ma anche di ascoltare le indicazioni del navigatore o la musica mentre guidiamo. Si può facilmente collegare perciò non solo ad altri dispositivi ma al proprio smartphone. Inoltre il fatto che non presenti particolari cavi grazie alla connessione bluetooth lo rende ancora più comodo. Se non sapete quale modello scegliere e volete scoprirne di più visitate il sito http://interfonopermoto.it/

A cosa serve e come funziona un contapassi?

I contapassi rappresentano tutti quei gadget tecnologici che ormai da qualche anno spopolano sul mercato. Diversi studi suggeriscono che per mantenere uno stile di vita sano ed attivo, oltre ad una buona alimentazione ricca di frutta e verdura e alla pratica dello sport, sia necessario percorrere almeno 10.000 passi al giorno. Dalla diffusione di questa informazione, si sono impennate le vendite dei contapassi.

Ne esistono di ogni tipo: dai semplici contapassi che, con poche decine di euro, rilevano il semplice movimento (solitamente del braccio o del punto vita) contando così sommariamente i passi effettuati, fino a modelli più complicati, che si possono connettere al proprio smartphone e possono avere una app dedicata che tiene traccia di distanza, passi, calorie bruciate, battito cardiaco o pressione sanguigna.

Questi sono sicuramente i modelli più precisi, in quanto utilizzano anche il GPS del proprio telefono portatile per calcolare la distanza percorsa, e quindi registrare in modo più effettivo il numero di passi effettuati. Inoltre, esistono modelli un po’ più datati che possono essere messi in tasca o nello zaino o borsa, e i modelli più conosciuti nell’ultimo periodo che invece si indossano come fossero braccialetti o orologi. In questo caso si tratta anche di modelli che, attraverso appositi sensori che sono posizionati sotto il display sono in grado, rimanendo a contatto con il polso per un periodo prolungato, di misurare e monitorare il battito cardiaco e spesso anche la pressione sanguigna, in modo da darvi un quadro completo delle vostre condizioni sia durante un camminata semplice, sia durante la pratica dello sport. I contapassi possono essere molto utili nella preparazione per corse e maratone, in quando, con la app dedicata è possibile tenere traccia dei miglioramenti e selezionare l’obiettivo da raggiungere di volta in volta.

I contapassi resistenti all’acqua o quelli adatti per la montagna sono invece in grado di segnare anche altitudine o livello di profondità. La scelta è pressoché infinita e dipende dalle vostre esigenze sportive, per tutti i modelli e le varie funzioni di cui può essere dotato un contapassi, oltre che i migliori modelli di ogni marca e le fasce di prezzo medio, si può far riferimento al sito sui migliori contapassi e pedometri: www.sceltacontapassi.it

Come funziona un bollitore elettrico?

Per decenni caratteristica puramente anglosassone, il bollitore elettrico si sta rapidamente diffondendo anche in Italia: si tratta di un modo semplice e veloce per riscaldare l’acqua fino alla temperatura di ebollizione in pochissimo tempo e senza dover sorvegliare un pentolino sul fuoco.

Per quanto si tratti di uno strumento semplice, ormai ve ne sono di ogni modello in commercio, e sono adatti a soddisfare ogni esigenza. Come spiegato in dettaglio su questo sito sui migliori bollitori elettrici ed erogatori di acqua calda, un bollitore essenzialmente è composto da una caraffa e talvolta una base, collegati alla corrente elettrica, e sfrutta una resistenza elettrica per far bollire in poco tempo l’acqua, con tempi di circa 45 secondi per una sola tazza. Oltre a questo, si possono trovare bollitori con diverse capacità e per utilizzi domestici, per essere portati con sé in viaggio e persino collegabili alla propria auto. Inoltre, diversi sono i materiali in cui può essere realizzato un bollitore elettrico, con la plastica, come sempre, che la fa da padrone, seguita da metallo e vetro, che invece sono materiali più solidi e durevoli nel tempo.

Necessitando solamente di una presa elettrica per il funzionamento, un bollitore elettrico può essere utilizzato in una grande varietà di luoghi, anche dove non è presente un allacciamento per il gas metano, e per questo può essere particolarmente utile in situazioni come campeggi, camper, camere da letto o semplicemente per avere un’alternativa più veloce in cucina.

Infatti, un bollitore non è relegato solo a scaldare l’acqua per the, tisane e caffè istantaneo, ma può anche aiutare a velocizzare molte altre preparazioni, ad esempio facendo bollire l’acqua per la cottura della pasta o del riso, facendovi risparmiare tempo, in quanto un bollitore elettrico è in grado di scaldare l’acqua in modo notevolmente più veloce di ogni altro metodo di riscaldamento. Il suo funzionamento veloce, inoltre, è in grado di farvi risparmiare sulle bollette delle utenze domestiche, ed alcuni modelli consentono anche di mantenere in caldo l’acqua per un buon periodo di tempo, in modo da non dover procedere a riscaldarla nuovamente dopo qualche minuto, e i modelli di bollitore elettrico più tecnologici consentono anche di scegliere la temperatura a cui riscaldare l’acqua. 

Come funziona un misura pressione?

Tenere sotto controllo la propria pressione sanguigna può essere una sana abitudine per alcuni ma anche una importante necessità per altri. In entrambi i casi, lo strumento che ci viene in aiuto è il misura pressione, tradizionalmente chiamato sfigmomanometro, che è in grado di misurare in poco tempo la pressione sanguigna ed anche altri valori aggiuntivi come i battiti cardiaci entro un minuto.

La pressione sanguigna in sé, inoltre, viene solitamente misurata secondo due valori, un valore massimo (chiamata informalmente “la massima”) ed un valore minimo (similmente “la minima”): questi due valori devono ricadere in un range di valori che dipendono dal sesso, dall’età e dallo stato fisico del paziente (vi è, ad esempio, non solo differenza tra uomini e donne, ma anche tra pressione misurata a riposo e sotto sforzo). I misura pressione si possono dividere sostanzialmente in due categorie, a seconda del funzionamento che li contraddistingue: i misura pressione manuali, che sono solitamente quelli da posizionare sul braccio, e che siamo più abituati a vedere in farmacie, ospedali e studi medici, e che richiedono una buona conoscenza e pratica per essere utilizzati correttamente, e i misura pressione elettronici, che invece sono più comunemente modelli da posizionarsi sul polso, di più semplice utilizzo, con uno schermo ed un motore in grado di fare tutto in autonomia, restituendo solamente il risultato dopo pochi secondi.

Alcuni di questi modelli sono anche dotati di un sistema vocale per la spiegazione dei risultati, e sono modelli ormai venduti anche nei supermercati. La pressione sanguigna è infatti un valore fondamentale per monitorare lo stato di salute di una persona, in quando dalla circolazione del sangue dipende essenzialmente la vita dell’essere umano, e quindi può essere richiesto di tenere un diario della pressione sanguigna, monitorandola costantemente, anche per un lungo periodo di tempo ad orari ed in momenti diversi della giornata, in modo da dare al medico un quadro completo della situazione clinica, per quanto riguarda la pressione sanguigna.

È possibile, a questo scopo, anche noleggiare o acquistare appositi dispositivi che monitorano in modo autonomo la pressione nell’arco di ventiquattr’ore, producendo i risultati su un grafico visualizzabile a schermo. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito Migliore Misuratore di Pressione.

Come funziona un forno a microonde?

Un forno a microonde è uno strumento ormai quasi indispensabile per ogni cucina. Si tratta infatti di un piccolo forno che sfrutta questo tipo particolare di cottura (le microonde, appunto) per cuocere i cibi. Il microonde, come caratteristica fondamentale, consente di risparmiare più della metà del tempo, rispetto ad una cottura più tradizionale, ed inoltre consente di ottenere risultati nettamente migliori in alcuni casi e per alcune preparazioni.

Tutte le informazioni sui forni a microonde sono reperibili all’indirizzo www.guidafornoamicroonde.it, insieme alle classifiche dei migliori modelli, con recensioni e punteggi, in modo da accompagnarvi nella scelta quanto più possibile. Il metodo di cottura del forno a microonde sfrutta un dispositivo chiamato magnetron, in grado di trasformare l’energia elettrica in microonde. Le microonde sono un tipo particolare di onde, molto simili alle onde radio, e quindi definite a bassa energia, che entrano nel forno attraverso un’apertura all’interno e rimbalzano sulle pareti del forno fino a colpire il cibo durante tutto il processo di cottura, consentendo, oltre ad una cottura nettamente più veloce, anche una cottura perfettamente omogenea, in quanto il calore non si irradia solamente dall’esterno verso l’interno, come invece accade nei tradizionali metodi di cottura, come quelli che utilizzano padelle o il forno tradizionale.

L’aspetto finale del cibo sarà ovviamente diverso, e  spesso anche il sapore non sarà esattamente lo stesso che è possibile ottenere con altri metodi di cottura, in quando la cottura a microonde consente anche di mantenere intatte tutte le proprietà nutritive degli alimenti. Sono stati effettuati molteplici studi (anche da importanti istituti come l’organizzazione mondiale della sanità) riguardo la pericolosità delle microonde per il corpo umano e non è stata trovata una sostanziale differenza, per quanto riguarda la cottura del cibo in sicurezza, rispetto ai tradizionali metodi di cottura.

Inoltre, i forni a microonde sono schermati in modo che le microonde non fuoriescano ma, anche in caso questa copertura fosse danneggiata, le microonde hanno un’energia sufficientemente bassa da non rappresentare un pericolo per il corpo umano, in quanto non sarebbero in grado di danneggiare significativamente le cellule di cui è costituita la materia vivente, sia questa degli alimenti o del nostro corpo.

Come scegliere una culla per bambini?

Per l’arrivo di un bambino, l’acquisto di una culla è senza dubbio uno dei maggiori acquisti da effettuare. Per accompagnarvi al meglio in questa scelta, il sito MiglioreCulla.it su migliori culle e lettini per bambini raccoglie i migliori suggerimenti, modelli e parametri sulle culle per bambini. Scegliere una culla per bambini è diventato sempre più difficile negli ultimi anni, a causa dell’ampia disponibilità di modelli diversi sul mercato, che possono farci interrogare su ogni minima caratteristica. Trattandosi, a maggior ragione, di un bambino, la paura di fare la scelta sbagliata è sempre dietro l’angolo, e per questo è bene tenere in considerazione alcune caratteristiche, e con queste in mente, procedere a vagliare i modelli disponibili, in modo da escludere progressivamente tutti i modelli che non fanno al caso vostro e ritrovarsi con una rosa di scelte molto minore e tra cui sarà più facile decidere, e quindi poi procedere all’acquisto.

Il primo consiglio è sicuramente quello di acquistare la culla per bambini con largo anticipo rispetto alla nascita del bambino, in modo da trovare senza fretta il miglior luogo e modo di posizionarla all’interno della casa, tenendola lontana da luce diretta, fonti di calore e ambiente particolarmente rumorosi, che potrebbero disturbare il sonno del neonato (e di conseguenza il vostro).

Garantendosi anche diversi mesi di anticipo rispetto alla nascita del bambino, sarà possibile avere tutto il tempo per fare diverse prove nei vari locali della casa, soprattutto se si pensa di dover muovere periodicamente la culla e non lasciarla sempre nello stesso punto. Un secondo criterio di scelta è la funzionalità e quindi il tipo di culla per bambini che si desidera: esistono infatti culle pieghevoli, adatte ad essere smontate e portate con sé in vacanza o in altri luoghi, culle con ruote per spostarle più agilmente e culle carrozzine che quindi coniugano in un solo prodotto due funzioni.

Questo tipo di culle, in particolare, vi faranno risparmiare sull’acquisto anche di una carrozzina, e sono adatte solo per i primi mesi di vita del neonato, ma vi consentono anche di uscire comodamente senza dover spostare il bambino, specialmente se addormentato. Vi sono anche, al contrario, culle che possono adattarsi alla crescita del bambino ed anche avere accessori aggiuntivi come sbarre laterali.

Come funziona una piastra per capelli?

Le piastre per capelli sono diventate, negli ultimi anni, uno strumento molto diffuso ed utilizzato perché alla portata di tutti. È infatti possibile trovare senza problema piastre per capelli di ogni tipo e fascia di prezzo.

Sebbene per “piastra per capelli” si intenda generalmente un ferro che, grazie all’azione del calore, è in grado di rendere i capelli lisci, ormai questo termine raggruppa una più ampia categoria di prodotti per lo styling dei capelli, come ferri per arricciare i capelli o per frisé, oltre che tutte le varie tipologie intermedie. Il funzionamento di base, infatti, è sempre lo stesso: si utilizza la potenza del calore, generato da una resistenza elettrica, per riscaldare una superficie (che può essere realizzata in diversi materiali, tra i più comuni la ceramica) la quale, messa a contatto con i propri capelli, riesce a dar loro la forma desiderata.

Anche in caso di capelli già lisci o ricci, una piastra per capelli è utile per dare una piega migliore ai propri capelli o aiutare a mantenerla per un tempo maggiore. Rispetto ad una messa in piega realizzata con solo asciugacapelli e spazzola, una piastra per capelli consente non solo di risparmiare notevolmente tempo, ma anche di ottenere un risultato migliore e più duraturo nel tempo, soggetto in minor maniera a vento e umidità.

Benché il funzionamento sia essenzialmente semplice, esistono infinite declinazioni per una piastra per capelli, adatte a soddisfare ogni tipo di esigenza, ed il sito Guidapiastrapercapelli.it le analizza e descrive in dettaglio, per aiutare nella scelta. Utilizzando il calore per dare forma ai capelli, è necessario utilizzare questo strumento con la massima attenzione: vi sono solitamente, infatti, diversi livelli di temperatura adatti per vari tipi di capelli e di acconciatura e, a meno non sia diversamente indicato, è necessario procedere alla piastratura dei capelli quando questi sono puliti e perfettamente asciutti, quindi nel caso far precedere un’asciugatura con phon e spazzola o all’aria aperta. La possibilità di utilizzare la piastra per capelli anche sui capelli bagnati consente di ottenere risultati immediati e risparmiare il tempo dell’asciugatura, molto importante specialmente se si ha una folta chioma o i capelli molto lunghi. 

Il funzionamento di un robot aspirapolvere

Un robot aspirapolvere rappresenta l’ultima frontiera in fatti di strumenti per la pulizia per la casa, in quanto è in grado di svolgere il proprio lavoro in completa autonomia, e quindi risparmiandovi tempo e fatica durante la pulizia della casa, soprattutto in un’azione (quella di eliminare la polvere dai pavimenti e in alcuni casi anche di lavare il pavimento stesso) che viene ripetuta quotidianamente, ed in caso vi siano presenti degli animali a casa o si voglia mantenere un pulito perfetto a causa di bambini o allergie, anche più volte al giorno.

Un buon sito di riferimento per l’argomento è www.guidarobotaspirapolvere.it, in cui non solo sono presenti informazioni molto utili per conoscere il mondo dei robot aspirapolvere, ma si possono trovare anche i migliori modelli in commercio. Il funzionamento di un robot aspirapolvere non è così diverso da quello di un normale aspirapolvere, ma il prodotto si presenta in modo nettamente più compatto e con una importante differenza: il movimento autonomo. Un robot aspirapolvere è infatti in grado, grazie ad una serie di ruote motrici, di muoversi in una stanza, seguendo un percorso che sia funzionale alla pulizia ed individuando ed evitando non solo gli ostacoli lungo il percorso ma anche pareti, porte e persino scale, rendendo il suo funzionamento particolarmente sicuro anche in assenza di una sorveglianza continua.

Durante il suo movimento, il robot aspirapolvere provvederà a raccogliere la polvere e lo sporco che si sono depositati sul pavimento della stanza, accumulandoli all’interno di un pratico serbatoio che poi andrà manualmente svuotato in un cestino. Inoltre, moltissimi modelli di robot aspirapolvere sono dotati di una base fissa, in cui il robot aspirapolvere torna autonomamente terminato il suo lavoro, o quando la batteria è vicina a scaricarsi, in modo da potersi ricaricare. In altri modelli, invece, sarà necessario ricaricare periodicamente il robot aspirapolvere attraverso un cavo. Esistono anche modelli di robot aspirapolvere in grado di lavare il pavimento al loro passaggio: a seguito dell’aspirazione, infatti, un dispositivo (solitamente anche dotato di un panno e di un serbatoio per l’acqua ed il sapone)  provvederanno ad eliminare le macchie dal pavimento, unendo le due azioni in un solo prodotto.

Come funziona uno spazzolino elettrico?

Sul sito Guida Spazzolino Elettrico è possibile trovare tutte le informazioni più utili per capire ogni aspetto di uno spazzolino elettrico. Il funzionamento di uno spazzolino elettrico è molto semplice: unisce l’azione delle setole (comuni ad ogni tipo di spazzolino per denti) alla potenza di un piccolo motore elettrico, in modo da rimuovere placca, tartaro e batteri in modo nettamente superiore ad un normale spazzolino manuale.

Spesso, infatti, non è sufficiente l’azione manuale per eliminare placca, tartaro e batteri che vanno a depositarsi nella nostra bocca nel corso della giornata. Uno spazzolino elettrico è fondamentalmente composto da due parti, a cui se ne può aggiungere una terza: la testina, su cui vengono montate le setole e che spesso può essere intercambiabile per non dover sostituire l’intero spazzolino quando le setole si usurano, e dove avviene il movimento vero e proprio, solitamente un movimento rotatorio, vibratorio o oscillatorio, o più spesso una combinazione di questi tre, ed è la parte che entrerà a contatto con denti e gengive.

Esattamente come nel caso di un comune spazzolino manuale, anche nel caso di uno spazzolino elettrico è possibile trovare setole di diversa composizione e diversa morbidezza, dalle setole medie o dure fino a quelle particolarmente morbide adatte per gengive o denti sensibili, in modo da poter essere uno spazzolino adatto ad ogni tipo di esigenza; un manico, in cui risiede la batteria (sia questa ricaricabile o meno) e tutto il meccanismo che consente di generare il movimento.

Solitamente questa parte dello spazzolino è molto spessa e ben isolata, ma è comunque consigliabile non immergerla per lungo tempo completamente in acqua, e controllare periodicamente che il vano della batteria sia ben asciutto; infine, può essere presente una base, che può anche fungere da postazione di ricarica nel caso si tratti di uno spazzolino elettrico con batteria ricaricabile, o solamente da sostegno quando lo spazzolino non viene utilizzato. Molti modelli ne sono invece del tutto sprovvisti, e quindi se non sono in grado di sostenersi da soli, sarà necessario trovare un alloggiamento adatto nel proprio bagno. A differenza di uno spazzolino manuale, sarà sufficiente dirigere lo spazzolino verso le varie arcate dentali, ed il movimento della testina farà il resto. 

Gli utilizzi della pentola a pressione

La pentola a pressione è uno strumento molto semplice che appartiene alla cucina tradizionale da moltissimi anni, dimenticato per molto tempo e che ora viene sempre più riscoperto. A causa di un tempo sempre minore da dedicare alla cucina, della frenetica vita moderna che riguarda ormai la maggior parte delle persone, oltre ad un nuovo occhio verso il mangiare sano, sono tornati prepotentemente sul mercato tutti quegli strumenti che consentono di preparare cibi salutari in poco tempo, come, appunto, la pentola a pressione.

Come indicato sul sito Pentola-pressione.it, con una pentola a pressione è possibile dimezzare i tempi di cottura anche degli alimenti più “difficili”, senza che questi perdano preziosi nutrienti e proprietà. Si parla soprattutto di alimenti come i legumi, che richiedono tempi di cottura molto lunghi (si pensi ai ceci, che possono necessitare anche di 4 o 5 ore di cotture in una pentola di tipo tradizionale), e che quindi spesso non vengono consumati, o consumati in maniera minore, a causa dei lunghissimi tempi di preparazione (sempre per i legumi secchi, infatti, è necessario anche un tempo di ammollo che può andare dalle 8 alle 24 ore).

Nella migliore delle ipotesi si ricorre a cibi già pronti e surgelati o in scatola, che però spesso hanno perso, durante il processo di lavorazione, buona parte delle proprietà nutritive, o che sono stati arricchiti di altri ingredienti, sale, grassi o conservanti per allungarne i tempi di conservazione sugli scaffali. L’utilizzo principale di una pentola a pressione, infatti, è quello di accelerare notevolmente i tempi di cottura senza che sia necessario aggiungere ulteriori ingredienti alla preparazione (come ad esempio il bicarbonato di sodio, utilizzato per accelerare alcune cotture), in modo del tutto sicuro, e utilizzando solamente dell’acqua per la cottura, in modo che il risultato sia perfettamente salutare ed adatto ad essere utilizzato in qualunque altra ricetta. Una pentola a pressione è infatti in grado di incentivare il consumo di legumi e verdure nella nostra alimentazione quotidiana, in modo che questa risulti molto più salutare, con importanti risvolti sul benessere della persona, e senza dover acquistare ingombranti robot da cucina o altri strumenti simili.